Da un po' di giorni è salita quella rabbia che regna nella totalità di noi Italiani. Il fatto è che noi, popolo della penisola più bella del mondo, siamo così idioti da avere la capacità di reggere a qualsiasi affronto ci pongano davanti. Insomma, per farla breve davanti ad un popolo i nostri "signori" stanno giocando a chi frega più persone. Io guardo sempre nel piatto altrui, ma per una volta la tentazione di guardare gli altri non mi sfiora. Voglio capire perché io non mi arrabbio e non prendo una qualsiasi arma contundente dirigendomi verso Montecitorio o palazzo Madama o qualsiasi altro immobile adibito allo svolgimento della politica italiana. Poi ho capito perché. Noi, popolo italiano, siamo sognatori e senza accorgercene, mentre fantastichiamo sulla vicina di casa abbiamo anche la capacità di immaginarci un'Italia bella e pulita da ogni lerciume politico. A noi ci basta, o perlomeno sembra così dal momento che nessuno reagisce. Intanto, in attesa del messia che ci porterà alla risoluzione dei nostri problemi politici faccio sempre un gioco utilizzando la mia fervida fantasia. Immagino di avere tutti i politici nelle mie grinfie come fossero i giocattoli che ho avuto da bambino. A disposizione un intero arsenale. Armi? Di più. Tutto. Io mi immagino di torturali questi politici secondo la regola del contrappasso come Dante insegna.
Il primo dal quale partirei sarebbe Brunetta. Per prima cosa userei una di quelle macchine per la tortura per allungare il condannato. Non servirebbe a molto, però lo riterrei spassoso almeno tentare di farlo diventare più alto (banale, ma si dovrebbe provare). Scommetto che quell'omuncolo non ti darebbe la soddisfazione di un gemito di dolore neanche dopo tutte le botte che gli daresti se ti fosse davanti. Sicuramente direbbe: "ecco, lei è un cretino. Crede di spaventarmi, sa, ma io sono un duro. Lei è una merda. Lei è un bruto lei è bla bla bla" fino alla morte. Secondo me lo si ammazzerebbe prima di avergli fatto raggiungere il dolore massimale, solo per il fatto di farlo stare zitto.
Scilipoti. Difficile inventare un contrappasso che lo faccia veramente soffrire. Forse sbatterlo in strada e farlo prostituire per soldi. Tanto a lui interessano quelli. Continui sculettamenti in stivali e minigonna nel peggiore quartiere di Los Angeles, magari con una maglietta con scritto: mi piacciono gli ananas e le mazze da baseball. Forse ci proverebbe gusto dopo un po'.
Renzi. Lui basterebbe torturarlo facendogli riascoltare le sue dichiarazioni. Non reggerebbe al riascolto delle sue stronzate. Diciamo che potremmo fargli fare servizio civile in un ospizio dato che odia il vecchiume e tutto quello che è stato prima di lui. Lo facciamo sposare con una ottatenne arzilla e flaccida e lo mettiamo legato ad una sedia mentre ascolta i racconti di nonno Geremia durante la guerra Mondiale (o era quella di seccessione???).
A Vendola lo buttiamo in uno spogliatoio di pornoattrici eterosessuali vogliose di uomo e che si arrapano al solo udire di un difetto di pronuncia unito ad un accento pugliese moderno.
Tremonti. A lui è facile. Chiamiamo Paris Hilton e lo leghiamo a lei. Lui lo porta tipo barboncino a fare shopping e paga lui. Non regge secondo me. Piange prima di iniziare.
Fini lo mandiamo a distruggere pezzo per pezzo la casa a Montecarlo e glie la facciamo ricostruire a lui ed esclusivamente a lui supervisionato da un team di professionisti Sardi e Bergamaschi che ad ogni errore danno un calcio nel sedere al politico/muratore e costringerlo ad urlare: il fascismo fa cagare. A Di Pietro gli diamo fuoco al trattore e alla vigna. Basta così. Direi che lo ammazziamo moralmente. Se gli ammazzassimo anche il figlio probabilmente gli faremmo un favore quindi eviterei. A Bersani direi che torturarlo ancora può bastare. Ignorarlo è abbastanza una tortura psicologica per lui. D'Alema lo leghiamo dai baffi sull'albero del veliero. In questo modo le navi pirati sparerebbero a vista vedendo una bandiera del genere. A Bossi darei un cervello nuovo. Il suo corpo non reggerebbe alle troppe informazioni circolanti, e non facciamo i bigotti solo perché lui è malato perché prima non lo era e lo prendevamo tutti in giro. Ora non va più bene, ma è ipocrita. Poi arriverebbe il suo turno. Berlusconi. Forse sarebbe troppo poco e banale. Se lo aspetterebbe. Una tenda beduina piena di escort arrapate pronte al bunga bunga e nel momento del suo appropinquamento alle giovani ecco spuntare dalla zona pubica un fallo per ciascuna. Il seguito ve lo lascio immaginare. Però dopo questo crudele scherzo direi a Di Pietro che l'incendio al trattore e al suo campo l'ha appiccato il presidente del consiglio. Chiuderei l'ex magistrato con in mano un pela patate e il cavaliere a mani nude in una stanza buia. L'istinto di caccia di Di Pietro farò il resto.
Ne manca ancora uno, ovvero, ne mancano molti, ma manca l'unico importante perché quelli elencati fin ora non sono nessuno.
Il popolo italiano. Spetterebbe un inferno pieno di televisori con i peggiori talent e le puntate speciali di porta a porta, ma si arraperebbe alla visione. Spetterebbe distruggere davanti ai suoi occhi tutti quegli oggetti superflui e inutili che si sono comprati per tutta la vita. Spetterebbe uccidere in diretta mondiale Maria De Flippi con tutti i suoi cantanti ballerini e tronisti. Dato che ci siamo si fa davanti agli occhi di tutti un genocidio di qualsiasi presentatore scemo. Per punizione finale direi che gli spetterebbe il governo Berlusconi a vita con in particolare l'oppo/aiuto del Partito democratico. Così, per far contenti tutti, tranne quelli che non votano o non hanno mai votato. Ecco cosa ci spetterebbe se non ci "confessiamo" con noi stessi e proviamo a fare qualcosa per cambiare queste penisola chiamata Italia
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dadewan il 27/9/2011 alle 0:24 | |